Terme di Valesio, TORCHIAROLO (Br)

A pochi chilometri da Torchiarolo, vicino al bosco di Cerano, spuntano i resti dell’antica Valesio, centro messapico e romano, raso al suolo da Guglielmo I nel 1157, area archeologica tra le più importanti nella provincia, seconda solo a Egnazia. Le testimonianze più antiche, risalenti all’Età del Ferro, sono state rinvenute lungo le sponde del torrente denominato Canale 'Nfocaciucci. Si tratta di oggetti in ceramica dipinta, risalenti all’ottavo secolo avanti Cristo, e di resti di una capanna messapica ubicata sotto il complesso termale di età romana. Costruito intorno al quarto secolo, il complesso termale si articolava in modo canonico, con la successione di frigidarium, tepidarium, calidarium, una palestra e le latrine. Alcuni ambienti erano decorati da mosaici pavimentali e rivestiti da marmi. Sulle rovine delle antiche terme, i monaci leccesi eressero poi una chiesa dedicata a Santo Stefano, da cui il nome della contrada.

 

CHIESA DELLA MADONNA DI COSTANTINOPOLI o CHIESA DEI DIAVOLI
Via Madonna di Loreto - TRICASE

La chiesa fu edificata nel 1685 da Jacopo Francesco Arborio Gattinara, marchese di San Martino, così come riportato sull'architrave dell'ingresso principale. L'edificio è conosciuto anche come chiesa Nuova o chiesa dei Diavoli per via di un'antica leggenda, secondo la quale la chiesa fu costruita a seguito di una scommessa tra il citato marchese e il diavolo. Venne officiata per tutto il XVIII secolo; il progressivo decadere dell'edificio spinse il vescovo Masselli ad interdirla al culto nel 1878. Nel 1966 fu acquistata dall'amministrazione comunale che, agli inizi del XXI secolo, ha provveduto al restauro.


TORRE COSTIERA
Loc. Torre Lapillo - PORTO CESAREO

La Torre, anche nota come “Torre San Tommaso” fa parte del sistema difensivo costiero a tutela del territorio dagli attacchi Saraceni. Fu Carlo V a commissionare la costruzione di queste torri.Anche Torre Lapillo risale al 1568. Essa è composta da lati di 16 metri, ha una struttura a base quadrata e si caratterizza per la presenza di un ingresso, una piazza, la canna fumaria, un pozzo e una scala che congiunge i vari piani. Originariamente la torre constava di soli due piani, in epoca più recente ne è stato aggiunto un altro.Recentemente la torre è stata ristrutturata e a partire dal 2000 è in concessione al Comune di Porto Cesareo che ha deciso di adibirla a centro visite turistico ambientali.

FARO DELLA PALASCÌA, OTRANTO (Le)

Tra le rocce e la vegetazione tipica della macchia mediterranea, tra colori vibranti e profumi avvolgenti, il Faro di Punta Palascìa è stato riconosciuto come uno dei cinque fari più importanti del Mediterraneo dalla Comunità Europea. Dopo lunghi anni di abbandono e degrado, il faro è tornato a risplendere in tutta la sua bellezza, diventando non solo un fondamentale punto di riferimento per le imbarcazioni, ma anche un’opera di interesse architettonico. Ma c’è un’altra particolarità che rende questo posto ancora più speciale: il fatto che, secondo le convenzioni nautiche, rappresenta il punto di separazione tra il Mar Ionio e il Mar Adriatico.
L'edificio fu costruito su una preesistente chiesa bizantina di rito greco risalente al IX-X secolo le cui tracce sono ben visibili nel muro esterno della navata destra in cui è stata inglobata, forse per risparmiare materiale edilizio, l'abside.

CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Piazza Marco Pedone - PATÙ

La chiesa di San Giovanni Battista è una chiesa del VI secolo, nell'attuale comune di Patù, in provincia di Lecce, situata davanti all'antico monumento funebre di Centopietre.
Nella Historia della Città de Leuche, e cioè Santa Maria di Leuca, scritta da un anonimo e pubblicato a Padova nel 1588, si riporta che la costruzione della chiesa è avvenuta a seguito degli eventi relativi alla battaglia a Campo Re, vicino a Patù. In questa località, Carlo Magno avrebbe sconfitto i Saraceni che avevano occupato l'antica Vereto. Allo stesso episodio viene attribuita, nel documento appena citato, anche l'erezione del monumento funebre antistante detto delle Centopietre.
L'edificio, a pianta basilicale, è costruito, nella sua parte originale, con megaliti di pietra calcarenitica (tufo).
La facciata doveva originariamente presentarsi con un basso tetto a spiovente a capriate lignee, l'attuale portale architravato sormontato da un arco di scarico e da un'ampia bifora, mentre la parte retrostante presentava solo l'attuale abside bassa e profonda. La struttura dell'edificio doveva perciò essere simile a quella della vicina chiesa di Sant'Eufemia a Specchia.
L'interno è a tre navate, divise da pilastri a sezione rettangolare che sostengono archi a tutto sesto. Sopra le arcate vi sono monofore che originariamente dovevano dar luce all'ambiente.
L'edificio è stato più volte rimaneggiato nel corso dei secoli e integrato con una terminazione superiore a terrazze digradanti dei tetti (che si può ancora riconoscere dalle forme diverse dei laterizi utilizzati nelle parti superiori delle pareti), con una volte a botte lunettata al di sopra della navata centrale, con volte rampanti sulle navate laterali e con un grande occhio al di sopra dell'abside.
Sulle pareti interne, rimangono tracce di affreschi, forse raffiguranti San Giovanni Battista.
A sinistra di chi entra, è conservato nella sua originaria posizione, un basamento di una statua iscritto di origine romana, probabilmente proveniente dal sito di Vereto eretta dai genitori a ricordo del figlio morto. Il basamento è costituito da un alto zoccolo e da un coronamento. Sul piano superiore si conservano gli incavi d'orma per i piedi della scultura.