RACHELE ANDRIOLI & ROCCO NIGRO con RENATO GRILLI

In Cammino sulla via Francigena

Rachele Andrioli voce, percussioni
Rocco Nigro fisarmonica
Renato Grilli voce narrante

Per un musicista salentino d’oggi, tutto nasce laddove tutto ha radice, cioè dalla tradizione. La relazione profonda con la tradizione è sentita come “originaria”. Una faccenda più che profonda, quasi un’ossessione, con significati antichi, arcaici. Qualcosa di religioso, o meglio di “devozionale”, di cui non si può fare a meno.
I testi del repertorio popolare sembrano chiari ed espliciti ad una prima lettura, ma poi si rivelano pieni di sottintesi e di ambiguità. Questa terra che ha il mare di qua e di là, ti fa esperto di quell’attesa poetica, ti ricorda un che di malinconico, di “atlantico” come nel fado portoghese. C’è, si riconosce, una “malinconia salentina” in musica.”
Il duo traccia un percorso ben preciso, una successione di arie popolari, di omaggi a voci femminili e di brani inediti. Si sale, un salto dopo l’altro, dalla musica tradizionale del Sud Italia alla canzone popolare Italiana (Matteo Salvatore, Rosa Balistreri, Gabriella Ferri, Domenico Modugno..) e del mondo (Edith Piaf, Amalia Rodriguez, Chavela Vargas...).
Due giovani autori e interpreti che lavorano a una proposta con tratti innovativi, tra un ben radicato tratto salentino e una dimensione decisamente nuova, tra “world music” e nuove “sensibilità musicali” contemporanee.
“Malìe” e “Maldimè” sono le due pubblicazioni discografiche prodotte dal duo. Hanno ottenuto un notevole successo di pubblico e critica, anche in ambito internazionale, prodotti entrambi dall’etichetta salentina Dodicilune.

 


L’ESCARGOT

In Cammino, a passo di danza

Alessandro Pipino organetto, concertina, fisarmonica, lama sonora
Gianni Gelao flauti, uilleann pipe, armonica, glockenspiel, toys
Adolfo La Volpe chitarra classica e acustica, banjo

L'Escargot propone l'ascolto e la condivisione del proprio universo musicale fatto di poesia, sogno, magia, gioco, malinconia, gioia, lentezza. Un mosaico di emozioni che alla grazia della classicità intreccia i sapori e i colori della tradizione popolare mediterranea.
Il gruppo è stato fondato a Bari nel 2003 da polistrumentisti provenienti da una vastissima area di esperienze e progetti come Radiodervish, Antonio Castrignanò, Radicanto, collaborazioni che sono tuttora in corso. Ha all'attivo numerosi concerti in tutta Italia, fra questi: Suoni della Murgia a Gioia del Colle, Santeramo e Grumo Appula.  Civitella Alfedena Folk festival, Ortinparco di Levico Terme, Beba do Samba di Roma, AlterNatale di Vicenza, Notte di San Giovanni di Bitetto, Le Porte dell’Occidente di Sannicandro, Di Suoni e di Danze a Bari, Folk Festival di Puglietta, Vino è Musica a Grottaglie, Kantun Winka a Mola di Bari, Rassegna Virus M a Modugno e Bari, Te Lo Scrivo nell’Orecchio a Lucera, Festival Centro Del Mundo a Bari.
Nel 2007 L’Escargot ha pubblicato il CD "Corri", contenente undici tracce strumentali originali, protagonista di un importante successo di critica e pubblico che si conferma nel 2012 con la pubblicazione del suo secondo CD "Viva il lupo!" con 12 tracce strumentali originali.
La particolare musica de L’Escargot ben si adatta al commento musicale di opere cinematografiche e teatrali, sono infatti all’attivo collaborazioni con registi quali Francesco Felli, Gianluca Sciannameo, Giovanni Princigalli, Pippo Mezzapesa, Silvio Gioia e Pino Petruzzelli.
Nel 2011 il gruppo ha realizzato l’intera colonna sonora del film-documentario "Warda" del regista e scrittore Marco Preti.
L'Escargot con il suo primo CD "Corri" è protagonista del docufilm "In Cammino" di Claudia Cassandro, girato nel 2011. A sei anni dalla prematura scomparsa del flautista del gruppo, Massimo La Zazzera, L'Escargot sta completando la registrazione di un nuovo progetto discografico di prossima pubblicazione.


DUO POPOLARE ITALIANO

In Cammino Verso Sud

Giuliana De Donno arpa popolare
Massimo Cusato
percussioni

Verso Sud è un affascinante viaggio alla riscoperta del prezioso patrimonio musicale popolare, percorrendo le strade della tradizione, della fantasia e della creatività italiana attraverso il magico mondo dell’arpa in tutte le sue forme ed evoluzioni. Accompagnata alle percussioni da Massimo Cusato, Giuliana De Donno racconterà con le corde della sua arpa, le immagini i ritmi e i suoni di terre vicine e lontane dove lo strumento è stato il simbolo e la testimonianza di espressioni artistiche di antiche genti come i celti del nord Europa, i guaranì del Sud – America e i viggianesi lucani d’Italia.
GIULIANA DE DONNO arpista versatile di formazione classica, nata a Matera, si è diplomata in arpa classica presso il Conservatorio "S. Cecilia" di Roma. Ha approfondito la sua formazione e la sua ricerca nell'ambito della musica popolare, specializzandosi in arpe popolari quali celtica, paraguayana e viggianese. E’ stata arpista dell’Orchestra Popolare de La notte della Taranta, dell’ Orchestra Opi Auditorium Parco della Musica di Roma e attualmente dell’ Orchextra Large la Filarmonica di San Vito dei Normanni. Ha collaborato nell’ambito teatrale, musicale e del cinema, con numerosi e importanti artisti italiani e internazionali tra i quali: Simone Cristicchi, Nino D'Angelo, Roberto De Simone, Amedeo Minghi, Alessandro Haber, Ambrogio Sparagna, Giovanni Lindo Ferretti, Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà, Ettore Scola. Nel 2008 ha fondato e avviato la prima scuola in Italia di arpa popolare italiana con sede a Viggiano (PZ). Attualmente, oltre alla intensa attività concertistica, tiene stage in Italia e all'estero ed è docente del corso di arpa popolare e classica presso la World Music Academy a San Vito dei Normanni (BR) e docente di arpa presso la Scuola Media Indirizzo Musicale e l’Accademia dell’Istituto Margherita di Bari.
MASSIMO CUSATO è un percussionista di grande talento e gusto musicale, è stato pioniere nell'utilizzo del tamburello in combinazione con la batteria. Il suo stile unico e inconfondibile lo< porteranno a divenire il punto di riferimento per tutti i percussionisti impegnati nel repertorio folk etnico italiano. Nel corso della sua intensa carriera ha dato prova di saper esprimere attraverso trasversali scenari musicali, la sua sensibilità artistica e umana, che lo ha portato a collaborare nell’ambito musicale e teatrale, sia in studio che dal vivo, con artisti di chiara fama nazionale e internazionale come: Massimo Ranieri, Niccolò Fabi, Simone Cristicchi, Paola Turci, Eugenio Bennato, Toni Bungaro, Pilar, Zero Assoluto, Marco Zurzolo, Lucilla Galeazzi, Davide Riondino, Dario Vergassola e tanti altri. Nel 2015 firma un prestigioso contratto come REMO artista. Con loro, progetta e lancia sul mercato mondiale, il Tamburello Calabria e l’ibrido Pandurello. Diventa cosi il primo italiano ad avviare questa collaborazione a 360° con la prestigiosa azienda americana, leader nella produzione di pelli per batteria e strumenti a percussioni.


LA CANTIGA DE LA SERENA feat. CHIAR DI LUNA VOCAL ENSEMBLE

Canti di luce

Fabrizio Piepoli voce, percussioni
Giorgia Santoro flauti
Adolfo La Volpe oud, cetra corsa

La Cantiga de la Serena è un progetto rivolto al recupero e alla rielaborazione della musica antica del bacino del Mediterraneo, vero e proprio ponte culturale tra Occidente e Oriente.
Il repertorio si basa sul recupero delle antiche cantighe, coplas e romanze sefardite – espressione della cultura e delle tradizioni degli ebrei spagnoli (vittime della “diaspora” dalla Spagna e dal Portogallo alla fine del ‘400) e dei canti cristiani di pellegrinaggio e devozione (Cantigas de Santa Maria). Un viaggio nella musica ebraico-sefardita che nel suo millenario peregrinare lungo le coste del Mediterraneo ha saputo accogliere in sè le influenze celtiche della Galizia spagnola e del Portogallo, i ritmi ipnotici ed incantatori dei nomadi berberi, la raffinata tecnica improvvisativa del maqam islamico, i tempi dispari della musica greca e balcanica; il viaggio dei pellegrini che si recavano al Monastero di Montserrat e durante le notti di vigilia in Chiesa, cantavano e ballavano semplici melodie folk spagnole miste alla musica complessa ed elegante proveniente dalle tecniche italiane e francesi. Molti di questi canti sono dedicati alla luce nella doppia accezione spirituale (luce divina) e di guida (luce delle stelle). Un esempio importante di come diverse culture e religioni possano convivere pacificamente e sopravvivere nei secoli attraverso l’esperienza musicale, ed al tempo stesso la testimonianza di un'epoca in cui le tradizioni musicali appartenenti a popoli differenti si mescolavano ed arricchivano a vicenda in maniera naturale, nella vita di tutti i giorni.
Il progetto prevede l’esecuzione di tale patrimonio attraverso la libera espressione del proprio modo di sentire e filtrare tale tradizione, con l’utilizzo di strumenti che appartengono a diverse culture musicali, mediante un’esecuzione che lascia ampio spazio ai momenti improvvisativi.

Il Chiar Di Luna Vocal Ensemble è un insieme polifonico di cantori a voci miste, il quale nasce dall’unione di due laboratori corali (Scuola di Canto Fonè e Scuola di Musica Ragtime) curati e diretti da Stefano Luigi Mangia. L’unicum dell’ensemble è quello di esprimersi su differenti repertori che spaziano dalla musica barocca, rinascimentale, fino al pop, al jazz e all’etno senza limiti stilistici. Gran parte degli arrangiamenti sono riadattati e per lo più originali: scritti ex-novo sulle peculiarità dei cantori. L’ensemble non è un progetto, ma un percorso esperenziale di motivazione alla vita; è una sfida a stare insieme in "armonia", ma anche a saper essere una ‘voce fuori dal coro’ con criterio, intelligenza ed equilibrio.


MARIO BRUNELLO

Cento Pietre, un violoncello solo da Bach a Sollima

Mario Brunello vince nel 1986 il Primo Premio al Concorso Čaikovskij di Mosca che lo proietta sulla scena internazionale. Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre Philharmonique de Radio-France, DSO Berlin, London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, Kioi Sinfonietta, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia; lavora con direttori quali Valery Gergiev, Antonio Pappano, Yuri Temirkanov, Manfred Honeck, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung, Seiji Ozawa.
Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista dal 1994. Nell’ambito della musica da camera collabora con celebri artisti, tra cui Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Martha Argerich, Andrea Lucchesini, Frank Peter Zimmermann, Isabelle Faust, Maurizio Pollini, Valery Afanassiev e l’Hugo Wolf Quartett.
Nella sua vita artistica riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d’arte e saperi diversi (teatro, letteratura, filosofia, scienza), integrandoli con il repertorio tradizionale. Interagisce con artisti di altra estrazione culturale, quali Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Stefano Benni, Moni Ovadia e Vinicio Capossela. Attraverso nuovi canali di comunicazione cerca di avvicinare il pubblico a un’idea diversa e multiforme del far musica, creando spettacoli interattivi che nascono in gran parte nello spazio Antiruggine, un’ex-officina ristrutturata, luogo ideale per la sperimentazione.
I diversi generi artistici si riflettono nell’ampia discografia che include opere di Vivaldi, Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Haydn, Chopin, Janáček e Sollima. Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado e EGEA Records ha realizzato “Brunello Series”, raccolta di cinque Cd: “Odusia”, odissea musicale nella cultura del Mediterraneo, “Brunello and Vivaldi”, “Violoncello and” per violoncello solo, “Schubert e Lekeu” con Andrea Lucchesini e le Suites di Bach (Premio della Critica 2010). Recenti pubblicazioni sono la registrazione live del Concerto di Dvorak con l’Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano (EMI) e il DVD del Concerto per violoncello n. 2 di Shostakovich registrato dal vivo alla Salle Pleyel di Parigi con l’Orchestra del Teatro Mariinsky e Valery Gergiev.
La stagione concertistica 2016/17 porterà Mario Brunello ad esibirsi in alcune delle più prestigiose sale da concerto del mondo: in autunno tornerà al Concertgebouw di Amsterdam, alla Kioi Hall di Tokyo e al Teatro La Fenice di Venezia, in primavera sarà al Teatro alla Scala di Milano con Myung-whun Chung e la Filarmonica. Seguiranno concerti al Die Glocke di Brema, alla Philipszaal di Eindhoven, alla National Gallery di Londra e di nuovo a Tokyo e Nagoya per un prestigioso progetto dedicato ai vincitori del Concorso Tchaikovsky di Mosca.
Brunello è stato artista residente del MiTo Festival 2016 dove si è esibito nel doppio ruolo di direttore e solista con la Filarmonica di Torino, in recital per violoncello solo e in concerti di musica da camera. Dal 2017 inizierà un ampio progetto dedicato alla musica per archi di J.S. Bach, eseguendo in tre serate l’integrale delle Suites per violoncello alternate all’ integrale delle Sonate e Partite per violino eseguite sul violoncello piccolo.
Mario Brunello ha studiato con Adriano Vendramelli, perfezionandosi in seguito con Antonio Janigro. È direttore musicale dei festival Artesella e Suoni delle Dolomiti. Ha pubblicato tre libri, l’ultimo dei quali con Gustavo Zagrebelsky. Accademico di Santa Cecilia, suona il prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi.